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di Paolo Aversano

Embrace life

EmbraceLifeEsiste una particolare tipologia di pubblicità che prende il nome in Italia di pubblicità progresso. Con tale dicitura si chiamano in causa le campagne di comunicazione senza scopo di lucro per sensibilizzare l’opinione pubblica su temi religiosi, etici, sociali di estremo interesse ed attualità. Esse sono promosse da istituzioni pubbliche (Ministeri, Governi, Provveditorati), associazioni o privati.

Pur di fronte a grandi potenzialità non sempre le pubblicità progresso riescono a rendere giustizia agli argomenti trattati, a volte per le scarse conoscenze comunicative dei promotori, spesso per carenza di fondi adeguati.

In tale panorama Embrace life (Abbraccia la vita), frutto di una produzione inglese, sa distinguersi perché parla di sicurezza stradale con spirito innovativo. A volte la TV mostra stiracchiati tentativi di convincere all’uso della cintura di sicurezza con apocalittici messaggi che, sparando cifre a 3 zeri su morti e feriti, vuole convincere il dubbioso, il pigro e il distratto ad usare la preziosa seat belt.
Embrace life decide di convincere non incutendo paura, ma ricordando che anche alla guida siamo in famiglia. Anche in auto si può amare il marito, la figlia, e indossando la cintura di sicurezza proteggere la bellezza dei nostri più profondi rapporti affettivi. Amandoci veramente amiamo anche gli altri. Proteggendo noi stessi proteggiamo anche chi abbiamo più a cuore.
E’ questo un messaggio d’amore, ricco di una tenerezza che dissolve ogni perplessità.

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di Paolo Aversano

Ogni prospettiva mostra un mondo diverso

AppleSpot

Solo coloro che sono così folli da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambiano davvero”.
In svariate occasioni la storia ha scoperto e mostrato uomini capaci di lasciare una traccia profonda nella società del tempo. Colui che va controcorrente seguendo la propria coscienza con caparbietà di solito non vive un’esistenza facile.

Come dimenticarsi di Bonhoeffer, uno dei più grandi teologi luterani, ucciso dal nazismo nel 1945 per opposizione al regime? Si potrebbe ricordare Gandhi, celebrare Giovanni Paolo II, o Martin Luther King e la lotta per i diritti degli afroamericani. Anche quando sembra impossibile un piccolo uomo mosso da vera ispirazione può manifestare un segno di novità.

A questi valori e a tali modelli si è ispirata la Apple nell’ideazione dello spot Think different. E’ un inno al cambiamento, la lode di tutti coloro che pensando diversamente hanno cambiato e cambiano la realtà e i suoi insalubri ristagni.

di Raffaele Cardarelli

Rewind TV

Toyota

Nella quotidiana frenesia di una cittadina indiana, nessuno sembra accorgersi della grande tristezza della ragazza, immobile accanto alla fermata di un autobus.
Sta piangendo disperatamente, tra l’indifferenza di persone troppo assorbite dalle proprie attività lavorative.
Un uomo la osserva e intuisce il motivo del suo dolore: il suo ragazzo è partito pochi minuti fa.
Affinchè lei possa riabbracciarlo, bisognerebbe tornare indietro nel tempo… evento ragionevolmente e umanamente impossibile…

di Paolo Aversano

Il ritorno all'infanzia

ToyotaQuanti di noi conservano ricordi negativi dei primi 10 anni della propria vita? Fortunatamente ancora per tanti l'infanzia è l'età della spensieratezza, il tempo dei giochi e dei giocattoli, il fascino delle prime esperienze, la costruzione di profondi legami familiari.
Il linguaggio pubblicitario può servirsi del “ritorno all'infanzia” per catturare l'attenzione degli adulti con un messaggio stimolante nella sua attraente e lineare semplicità.

Nel 2006 Toyota ha sposato questo modello di comunicazione presentando le due versioni della Yaris commercializzate in Giappone (la 5 porte e la 4 porte) con un unico spot: Chase (Inseguimento).

di Paolo Aversano

La risalita di Jonah Lomu 

Spot Amaro MontenegroJonah Lomu è, insieme all’inglese Wilkinson, il giocatore di rugby più famoso del professionismo contemporaneo. Nato e cresciuto in Nuova Zelanda, tra le principali scuole mondiali nello sport d’origine anglosassone, esordisce in nazionale a 19 anni e in breve tempo diviene una delle ali più forti al mondo.

Nel 1996 gli venne diagnosticata la nefrite, una rara malattia dei reni. Il costante peggioramento delle sue condizioni e le sedute di dialisi sempre più frequenti lo costrinsero al trapianto e all’abbandono dell’attività agonistica. Fortissimo era il rischio di perdere l’uso delle gambe per chi fino a pochi anni prima era stato il rugbista più pagato al mondo. Poi , dopo il trapianto, il miglioramento, la lenta ripresa, una ferrea forza di volontà. In poco più di un anno i campi di rugby tornarono a salutare Lomu, nell’estate del 2005. Di là in poi l’ala neozelandese è tornata regolarmente a giocare.

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