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di Thomas Klann

Il sole in una foglia

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Il nostro concetto di bellezza è spesso determinato da colori e forme. Ognuno di noi ha una sua cultura di canoni di bellezza.
Si potrebbe anche parlare di bellezza come riduzione di ciò che è brutto, i media e il cinema spesso operano in questo senso, creando bellezze e modelli irraggiungibili e inverosimili.
Basta questo a definire cos'è la bellezza?

A me pare che la bellezza sia un linguaggio universale, che spesso viene percepito perché abita già dentro di noi. Solo un simile sa riconoscere un suo simile.

Mi capita spesso di trovare la bellezza dove meno me la aspetto. S. Agostino scrive che: "La bellezza è verità". Io credo che la bellezza non spieghi la verità, ma le stia accanto; e che dove la bellezza è vera, la verità è tale.

Suellyn Shopping ha fotografato una semplice foglia nella sua capacità di riflettere il grande sole. Questa foto mi è rimasta impressa: "Cosa sarà mai il Sole!" mi ha fatto pensare.
S.Agostino continua: "La verità è bellezza".

di Thomas Klann

Libertà dell'arte

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A monte della decisione di fare una foto c'è sempre il momento in cui si è sentita la spinta a scattarla, un momento in cui abbiamo visto un qualcosa che ci ha destato l'attenzione. Può essere stata una situazione, o dei colori particolari o qualcosa d'altro... le motivazioni possono essere le più varie.

Quando a casa, a foto scattata, se ne esamina il risultato, quello che siamo riusciti a fare nel concreto, spesso si resta delusi e magari si pensa: "Accidenti no! Era un'altra cosa quella che volevo. Peccato che non è venuta bene, era così bella!...". Può esser vero, ma il nostro confronto è con la nostra immagine mentale, perché nella realtà le cose erano come le abbiamo fotografato.


Questo è il momento di recuperare l'emozione che ci aveva motivato, analizzando con precisione il soggetto ripreso per ritrovare "La Foto" nella foto.

Qualche giorno fa ho sentito leggere alla radio questa frase attribuita a Igor Fedorovic Stravinskij: "Più l'arte è controllata, limitata, lavorata, e più è libera". Pare una contraddizione, ma credo sia vero.
Lo dimostra anche questa foto che ho scattato in Madagascar. Cosa ho dovuto fare per ottenerla? Limitare, controllare, lavorare.
La parte più scura è la foto in origine, la parte illuminata meglio e incorniciata è “La Foto” nella foto.

di Thomas Klann

Progenitori in posa

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Guardando in questi giorni il mio album di fotografie, ho trovato questa foto. L'ha scattata mio nonno. Mia madre faceva la Prima Comunione, era il 1930, ed è ritratta con tutta la famiglia: accanto a lei la sorella, dietro sua madre, a lato il padre con il cilindro in mano.  

Mi ha impressionato la messa in posa delle persone. Mi sembrava assomigliasse a quella dei dipinti di di epoche precedenti e mi ha fatto riflettere su come siamo influenzati dal modo di vedere dell'epoca in cui si vive. 


Oggi nessuno farebbe una foto come questa, la gente non avrebbe neanche la pazienza di mettersi in posa in questo modo, curando che tutti i volti siano precisi, nessuno coperta da un altro. Avranno speso almeno una mezz'ora per posizionarsi così! Allora fare una foto era un evento più unico che raro.

Un particolare interessante: a quel tempo non si usavano le pellicole, la foto veniva impressa su una lastra di vetro spalmata di una emulsione fotosensibile. La si sviluppava in apposite vasche mettendo a contatto la lastra con la carta fotografica. La lastra di questa foto col tempo si era rotta, ritoccando la foto la spaccatura non si vede più.

La qualità del negativo e anche quella della copia in positivo è semplicemente straordinaria, perché la lastra ha il formato di 13x18 centimetri. Ingrandendola i particolari sono perfetti. Così mi viene un dubbio: il progresso sarà sempre un miglioramento necessario?

di Thomas Klann

Come fuochi d'artificio

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Per festeggiare il nuovo anno che arriva, sia in Europa che altrove - come in Cina per esempio - è tradizione sparare dei fuochi d'artificio belli e maestosi. Una volta ho avuto occasione di godere quelli di Hong Kong, durati mezz'ora e più, sincronizzati con la musica trasmessa dagli altoparlanti e via radio: veramente uno spettacolo splendido e indimenticabile.

Ma tutto questo ha anche un suo prezzo, non solo in tempo di preparazione, di materiali ecc., quanto soprattutto in inquinamento.



Un giorno, facendo una passeggiata attorno al lago di Albano e guardando distrattamente la natura circostante, mi è saltato all'occhio un altro spettacolo, quello riprodotto nella foto sopra. Mi ha ricordato per associazione una delle figure dei fuochi artificiali ed ho pensato : “... guarda un po': una simmetria perfetta, una luminosità bellissima, non fa rumore, non inquina e costa niente...”. Mancava solo la musica. Non potevo andare oltre senza fissare questa immagine nella mia memoria e poi anche in foto.

Buon anno nuovo!

di Thomas Klann

Protagonista invisibile

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"Dio e le Persone sacre della tradizione cristiana, sono nei Promessi Sposi scrupolosamente taciuti. Ma il richiamo a un oltre, a un aldilà, è talmente incombente che il pensiero è portato in modo spontaneo al Protagonista silente che scandisce tutte le ore degli eventi"(Ferruccio Ulivi)

Nella letteratura mondiale esistono altre opere dove il protagonista non appare mai. Il meccanico delle rose di Hamid Ziarate e Aspettando Godot di Samuel Beckett ad esempio.

Alle volte è più importante quello che si intuisce, che quello che si vede.
Anche in questa foto il protagonista, il sole , c'è ma non si vede. Sembra una situazione sospesa,
non si capisce se il sole stia per arrivare o per andar via, se è alba o tramonto, ma la luce c'è.
La luce si può solo vedere se viene riflessa da qualcosa. Nel caso della foto è per la luce che si distinguono mare e cielo e si intuisce la terra.

Maria Voce, attuale Presidente dei Focolari,il 15 settembre scorso scrisse in un messaggio:
« Il “Protagonista invisibile”: Dio fattosi uomo in Gesù.»

Buon Natale !

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