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migranti-mediterraneo.jpg&w=848&h=498&zc=1&q=100A quasi due anni da uno dei naufragi più contestati dei migranti provenienti dalla Libia, viene smontata la tesi accusatoria della morte di 9 nigeriani e ghaniani cristiani ad opera di compagni di viaggio musulmani.

Con Giulio Albanese eravamo stati i soli in Italia a non credere alla bufala dell’aprile 2015 (https://www.cittanuova.it/le-domande-scomode-sui-cristiani-gettati-in-mare/ ), quando i giornali ripresero con grande spazio una notizia proveniente dal Canale di Sicilia: nove migranti sarebbero stati gettati a mare dal gommone sul quale erano imbarcati perché cristiani, perché si erano rifiutati di pregare Allah durante la traversata del Mediterraneo verso le coste siciliane. Il Pm Maurizio Scalia aveva chiesto l’ergastolo per quegli ivoriani, senegalesi e maliani che, nel corso di un alterco durante la navigazione, se l’erano presa con i nove nigeriani e ghanesi di religione cristiana. C’erano dei testimoni, ma di parte, che avevano raccontato tutto alla Squadra mobile di Palermo, dove erano stati sbarcati dalla nave Ellensborg che li aveva raccolti.

 

Sette condanne e otto assoluzioni «per non aver commesso il fatto». Questa la sentenza della Terza sezione della Corte d’Assise di Palermo per il naufragio dell’aprile 2015. Il tribunale, però, non ha ritenuto punibile né esistente l’aggravante dell’odio religioso, non avendo creduto al movente avanzato dai testimoni. In realtà sul gommone di 11 metri erano stipati un centinaio di profughi e ci sarebbe stata una foratura che aveva determinato una situazione di tensione a bordo, alla rissa più etnica che religiosa, che aveva poi portato alla morte di alcuni profughi. Bisognerà ora aspettare che vengano depositate le motivazioni della sentenza.

Scriveva all’epoca Giulio Albanese su cittanuova.it: «Una cosa è certa: quanto è avvenuto è gravissimo, ma prima di parlare di uccisioni “solo” per motivi religiosi, per favore andiamoci piano. Insomma, aspettiamo l’esito finale dell’inchiesta che comunque non sarà facile anche perché determinare con certezza la nazionalità dei profughi e la loro appartenenza religiosa è sempre molto difficile. La materia è delicatissima perché occorre scongiurare lo scontro tra le civiltà».

 

Un esempio di buon giornalismo in epoca di fake news

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