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di Irena Sargánková e Zora Kuchárska

Guerra mediatica russa

UomoMedia 26

Il tema approfondito dalla 26° conferenza del ciclo Uomo e media - “Guerra mediatica russa: Sta vincendo anche da noi?” - era particolarmente adatto alla ricorrenza del 70° della fine della seconda guerra mondiale. Anche questa volta è stato il Centro Americano dell’Ambasciata degli Stati Uniti a Praga ad ospitare l'evento, il 16 aprile 2015.
Per coincidenza nello stesso giorno il presidente russo Putin teneva il consueto dibattito televisivo coi cittadini russi.
La scelta dei relatori, giornalisti professionisti specializzati sulla situazione Russa, ha attirato più di cento partecipanti di diversa età e professione.

Jefim FištejnJefim Fištejn, noto moderatore di quella che nel periodo clandestino era Radio Europa Libera, una radio proibita dal regime, divenuta ora Radio Libertà, ha sviscerato il funzionamento della attuale propaganda russa, i suoi strumenti, il suo fine e l'impatto che attualmente ha. Oggi “si tratta di un altro reale sistema di guerra non lineare, ibrida, nella quale la bugia è considerata uno strumento legale”, ed ha spiegato tra l’altro che questo tipo di propaganda “non è eredità del comunismo, ma un nuovo sistema in cui al vertice dei valori non c'è l'uomo, ma la grandezza del Paese”.

Andrej Šarij 1Andrej Šarij, giornalista di nazionalità russa (vice-caporedatore della sezione russa di Radio Libertà) ha spiegato in che modi questa propaganda sia percepita dai Russi, dagli Ucraini e dall’Occidente: “la Russia è un paese ricco e tecnicamente molto sviluppato, ma ha solo due canali televisivi nazionali che coprono tutto il Paese, ed uno scarso uso di internet tra la popolazione, sebbene diverso fra le metropoli e la periferia”. In realtà “il sistema d’informazione è per il 99 per cento sostenuto e controllato dal Governo russo”, per il quale vale una linea secondo la quale “nello Stato russo non importa quale sia la verità, importa quello che è 'giusto' per il Governo”.

Libor DvořakLibor Dvořák della radio pubblica ceca ČRo Plus ha spiegato come funzioni la propaganda russa nella Repubblica Ceca, di quali strumenti si serva e quanto i media cechi siano sotto il “massaggio mediatico russo”, come lo sostengono e come lo respingono. Ha ammesso anche che il mondo mediatico ceco non è stato subito pronto ad affrontare questa guerra ibrida.

Dopo la conferenza i tre relatori si sono fermati per un rinfresco, occasione gradita ai partecipanti, sfruttata  per chiedere personalmente chiarificazioni ad altre domande.
Per la prima volta la conferenza è stata trasmessa in diretta streaming. 

La serie delle conferenze Uomo e media ha ormai una sua tradizione: è iniziata nel 2002 e si svolge due volte all’anno. E’ dedicata a chiunque lavori nell’ambito dei media o sia interessato a riflettere sull'impatto che questi hanno sui cittadini. Primo promotore di questa iniziativa è stato il Movimento dei Focolari della Repubblica Ceca, ma ad esso man mano si sono affiancate altre istituzioni, fondazioni o sponsor che ora fanno parte dell’organizzazione di questo evento.

Tutti i video delle conferenze, in ceco, sono  su www.clovekamedia.cz.

 

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