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di Valter Hugo Muniz

Bastano buone notizie?

ValterHugoMuniz

(Intervento al Meeting Online del 9 Novembre 2012)

Da alcune settimane nella lista Frat&Mídia di cui faccio parte abbiamo discusso con entusiasmo attorno alla nascita di un sito che si propone di dare soltanto buone notizie, Sónoticiaboa (solo buone notizie).
Per chi non lo sapesse, Frat&Mídia è un gruppo di comunicatori brasiliani, di varie competenze, legati a NetOne. Noi crediamo che la fraternità possa essere la via per una comunicazione capace di trasformare la società in meglio.

Fra quelli che erano a favore di Sónoticiaboa e quelli contro, io ho cercato di esprimere la necessità di un cambiamento di focus nella discussione: in un ambiente massmediale che propone soltanto notizie negative, sono davvero necessarie, in maniera esclusiva, solo delle buone notizie?

Ho da poco concluso un master al giovane Istituto Universitario Sophia di Loppiano, dove, fra le metodologie adottate, è proposto un ritorno ai fondamenti di ogni disciplina per ritrovarne il vero significato. Alla luce di questi studi, ho cercato, anzitutto, di far vedere che la finalità del giornalismo è costruire legami, communicare, creare relazioni.

Ora, se il giornalismo (con i giornalisti) non guarda alla relazione e agli essere umani, ma solo alla notizia, esso rimane fondato solo sulla libertà di stampa. La libertà fu il primo pilastro della stampa moderna, nata nel periodo dell’Indipendenza statunitense, ma tante volte essa diventa la giustificazione per una metodologia immorale con scopi apparentemente positivi. Ne è stato un esempio lo scandalo di News of the World l’anno scorso, frutto della forza dei grandi gruppi massmediali. Si è fatto uso della libertà di stampa e di un giornalismo “sotto copertura” non per cercare di produrre informazione di qualità o per condurre inchieste a beneficio del bene comune, ma per scoop e gossip con fini puramente commerciali.

Tutto ciò mi rafforza nel pensiero che, quando si parla di giornalismo come uno strumento del communicare, del creare relazioni, non dovrebbe essere la notizia l’oggetto centrale, l’interesse principe, ma l’essere umano.

Il sito Sónoticiaboa avrebbe come scopo quello di trasmettere notizie buone, positive, che ridiano entusiasmo alle persone e facciano vedere che il mondo può essere diverso.

Certamente l’intenzione è positiva, l’obiettivo punta lo sguardo sul bene dell’altro (almeno in teoria). Ma, personalmente, ho il timore che la nascita di un sito così e la diffusione della necessità ‘idealista’ di ricevere ‘buone notizie’ sia un’altra lettura ideologica dell’informazione, come quella su cui si basa la diffusione di notizie negative, e che entrambe le visuali possono essere centrate solo su fini commerciali.

Sinceramente non mi sembrano indispensabili le buone notizie. Guardando l’essere umano e pensando ad un giornalismo che ne aiuti la realizzazione nella sua piena integrità (nel rapporto con se stesso, dentro il suo ambiente comunitario e nella sua trascendenza), io credo che abbiamo bisogno, anzitutto, di notizie ben comunicate, contestualizzate, perché la realtà, il quotidiano nella sua complessità, deve essere compreso tanto nei punti luminosi, quanto in quelli bui.

Mi sembra interessante che il sito abbia l’obiettivo di rinnovare la speranza delle persone, perché siamo arrivati ad un punto in cui il giornalismo ha raggiunto il suo massimo di “non servizio”, lavorando per i propri interessi commerciali e ideologici. Ma questo non è il giornalismo per eccellenza, non è il giornalismo come movimento o espressione collettiva di cambiamento, che guarda sempre all’essere umano, al suo benessere individuale e comunitario.

Tra gli esempi che si avvicinano a questa proposta di buon giornalismo c’è il Jornal da Cultura, della TV statale brasiliana, che almeno come progetto cerca non solo di informare, ma anche di contestualizzare le notizie, discuterle, permettendo al telespettatore di cogliere il buono e il cattivo che esse esprimono.

Ma la domanda in discussione a Frat&Mìdia resta aperta:

ci vogliono giornali che diffondono SOLO buone notizie oppure giornali che diffondono BENE le notizie?

Cosa ne pensate voi?

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