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Sabato 06 Novembre 2004 18:00
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intervento di Pimentel
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Panel 2 - persona.umanità@ict&newmedia 

c04-txt_pimentel

Mauricio Pimentel
UniFMU, Brasile

 

   

Prima di cominciare ad affrontare specificatamente il mc04-txt-ict_pimentel_01io tema, mi piacerebbe ricordare alcune parole che si sono ripetute ieri e oggi.
Oggi abbiamo parlato dell'impatto, dell'uso della tecnologia e dell'impatto sulle popolazioni, abbiamo ripetutamente sentito parlare di collaborazione, di condivisione, di solidarietà, abbiamo sentito parlare di valorizzazione e sviluppo dell'essere umano, abbiamo sentito parlare di impatto sociale, abbiamo sentito parlare di unità, abbiamo sentito parlare di libertà. E' con questi valori che io desidero illustrare a voi tutti che cosa è che è stato fatto, come piccoli esempi, coll'uso dell'ICT in Brasile, il Paese di cui sono orgoglioso e da cui vengo.

Un grande problema del Brasile oggi è quello che c04-txt-ict_pimentel_02si chiama esclusione sociale. Che cosa è l'esclusione sociale? L'esclusione non è altro che proibire o dare condizioni non degne di accesso, di convivenza , di salute e... infine di partecipazione nella nazione, nel Paese, nella città, nel campo civile. In questo senso esistono varie ragioni che portano il cittadino ad essere escluso dalla sua società, tra le quali: necessità speciali fisiche, o psichiche, povertà, mancanza di cultura, conoscenza e formazione professionale. Quello che ci preoccupa grandemente è come includere la popolazione che è ancora esclusa. E che cosa significa includere e che cosa si può fare per includere? Includere significa aggregare ai valori personali. Ciascuno ha il suo proprio valore e quando è escluso egli ‘tira ' dalla società quei valori che ha e che domina. Significa entrare nella partecipazione e nella convivenza. Significa che ciascun individuo ha il diritto e il dovere di convivere nella società e di partecipare alle decisioni che la società prende. Significa chiamarlo nuovamente ad esser responsabile del suo meglio, dire che egli ha diritto di partecipazione e obblighi dentro al gruppo in cui si pensa che debba convivere. Significa dare opportunità proporzionate e garantire la possibilità di realizzazione dei suoi sogni, dei suoi doveri, e delle sue realizzazioni.

Possiamo parlare di inclusione sotto diverse ottiche: c04-txt-ict_pimentel_03economica, sanitaria, ma io ho colto tre punti che mi sembrerebbero particolari in quanto sono alla base di tutte le altre inclusioni possibili, sarebbero: inclusione educativa, inclusione nella cittadinanza e inclusione sociale.
Considero l'inclusione sociale come la possibilità di convivenza sociale e culturale e la valorizzazione del gruppo, della società o del posto dove si convive.
Considero l'inclusione nella cittadinanza come l'accesso ai servizi pubblici, ai benefici pubblici, al diritto di parola, di partecipazione sociale, politica e comunitaria.
E considero l'inclusione educativa come la possibilità di avere una formazione professionale e una formazione personale con qualità e dignità.

Parliamo intanto di inclusione sociale. c04-txt-ict_pimentel_04L'inclusione sociale è l'inclusione attraverso dei valori individuali per i quali l'individuo partecipa ad un gruppo a partire dai valori che detiene, collabora con il gruppo, è rispettato dal gruppo, è importante per il gruppo. In questa linea esistono diversi programmi di collaborazione, esiste una forte azione governativa. Il Brasile è un paese molto grande e l'azione governativa è assolutamente insufficiente. Per cui è complimentata da una azione volontaria e forte, di immenso valore. Questo vuol anche significare una nuova formazione tecnica e funzionale; e quando dico funzionale dico la formazione professionale e l'aggiornamento della formazione professionale per quelle persone che già sono nel mercato del lavoro.
E infine l'accesso ai servizi e ai benefici della comunità.

Un esempio di inclusione sociale a partirec04-txt-ict_pimentel_06 dall'uso dell'ICT: oggi la chiamiamo telecentri. Già parliamo oggi di telecentri in Africa. Sono spazi comunitari con accesso allo spazio cibernetico con tutto ‘acervo' e tutto il contenuto che lo spazio cibernetico mette a disposizione, dove si fa pratica di convivenza e cittadinanza, le persone acquistano esperienza, realizzano, questo è fatto principalmente con lavoro volontario e uso di software libero, del quale abbiamo parlato. Senza il lavoro volontario e senza il software libero che fanno la strada a questa esperienza, ciò non sarebbe mai stato possibile in America Latina. L'accesso al governo elettronico e la partecipazione del grande gruppo che è nato a partire dai servizi disponibili del governo elettronico. E infine l'introduzione di questa società nella società di consumo. Specificatamente a San Paulo, la città da dove vengo, il progetto dei telecentri si estende a 500.000 utenti, sono installati 123 telecentri, 123 punti di accesso e c'è un progetto di distribuzione di kit che possono essere utilizzati da chiese, sindacati, ONG e che ovviamente è tutto basato su software libero. Promuove corsi liberi di formazione indirizzata, dove chi è professore in quel dato tema fa questo lavoro in maniera volontaria per un altro tema che è trattato in un altro orario, in un'altra disponibilità passa ad essere alunno. In questo modo comincia a esistere, si crea intanto, un legame tra i partecipanti e il professore, si crea un mutamento e si crea una variazione nel relazionarsi. Questo sta nel fatto che se ora uno, una persona è un professore e in un altro momento questa è alunno, passa ad avere una convivialità, un vincolo di solidarietà immenso.

E infine l'azione di collaborazione e da qui la formazione comunitaria dipende dalla collaborazione e dalla partecipazione intensa di ciascuno dei due attori.

Inclusione nella cittadinanza. Inclusione nella c04-txt-ict_pimentel_07cittadinanza vuol dire partecipazione politica. Il Brasile oggi vive un momento particolare della sua storia, molto orgoglioso, ci dà molto orgoglio e da qui la partecipazione politica. Il controllo della gestione della partecipazione pubblica, lo sappiamo tutti, e questo non procura orgoglio a nessuno, è che il Brasile è universalmente conosciuto per i pasticci della sua gestione politica. Questo se Dio vuole e grazie a Dio va migliorando. La discussione e l'espressione politica e la partecipazione ai doveri ben definiti, a cominciare dall'uso e dall'accesso ai contenuti politici e cittadini disponibili su Internet.

Fino all'accesso ai servizi pubblici, come c04-txt-ict_pimentel_08esempio di quello che si chiama inclusione nella cittadinanza, le nostre elezioni elettroniche, che sono un caso mondiale come un prodotto del Brasile, il Brasile ha venduto questa tecnologia ad altri Paesi. Affinché ne abbiate un'idea questo significa l'utilizzo di urne elettroniche, totalmente basate su software libero, e che rendono possibile la votazione e la partecipazione politica della popolazione. Prima dell'uso della votazione elettronica circa il 15% della nostra popolazione non aveva accesso ai locali di voto. Per cui non avevano dove dovevano votare. Il 15%! Nell'ultima elezione che si è tenuta ora, domenica scorsa, il 99,7% dei nostri elettori sono passati ad avere l'accesso al voto. Se lo hanno sfruttato, se hanno votato o no è una decisione personale, ma sono passati ad avere accesso al voto. Pertanto si apre tutta una possibilità di partecipazione cittadina alla ‘sentido' di decisione sul governante, sul rappresentante della comunità. Circa il 93% dei voti sono stati conosciuti in meno di 24 ore, questo significa che su 5.600 città del Brasile, 5.000 o 5.200 città hanno concluso i conteggi prima della mattina del giorno seguente, il che è un gran guadagno e che allo stesso tempo si impedisce la possibilità di frodi. Dichiarazione delle spese disponibile via Internet. Tutti i candidati, tutti quelli che cercano di essere eletti, qualsiasi sia il calibro, devono obbligatoriamente dichiarare i propri programmi in rete. La lista completa dei candidati e pertanto quello che si fa è un incredibile guadagno in trasparenza, chiarezza e accesso alla partecipazione politica.

Inclusione educativa. Cos'è l'inclusione educativa? L'accesso all'educazione formale e indirizzata e pertanto alla scuola formale da cui tutti dobbiamo passare e alla formazione indirizzata dalle necessità della comunità. c04-txt-ict_pimentel_09La visione del mondo ampliato, immaginiamo un cittadino che vive a margine del Rio delle Amazzoni, il famoso Rio delle Amazzoni, che può avere una curiosità e ora attraverso l'ICT soddisfare una curiosità su come funzionano altri angoli del mondo, questo fino a poco tempo fa era impossibile. E si mantenevano così in Brasile alcuni, alcune aree, alcune regioni di piena povertà culturale. Fonte di risorse d'informazione e offerta di contenuti. La stessa gioventù che vive qui, ‘ribeirinha', ai margini del Rio delle Amazzoni ha accesso a un contenuto che qualcuno ha costruito e che ora incontra la sua curiosità ma anche può raccontare i suoi miti, i suoi problemi, la sua cultura, la sua gastronomia anche attraverso l'ICT, facendo in modo che altri ragazzi, per esempio, italiani, francesi, svedesi, svizzeri sappiano come vivono i ragazzi dell'amazzonia.
La rete di comunicazione. Per un Paese che ha le dimensioni del Brasile questa è importante. Perché crea tra tutti gli alunni di diversi livelli di educazione formale, la possibilità di incrociare le diverse esperienze e il contatto con professionisti e la supervisione dei grossi centri di specializzazione. Chiedo un po' di tempo per parlare di questo punto.
Un'insegnante di scuola primaria, un'insegnante di base, che in un'aula nel mezzo della foresta amazzonica e che a un dato momento abbia una domanda, un dubbio o un problema educativo da risolvere. Già è disponibile attraverso i PUCs e delle federali, come università PUC, delle università federali del Brasile, la possibilità di prendere contatto con grandi studiosi, di grandi centri, mettere la sua domanda all'interno della discussione e ricevere in poche ore, vari, vari riferimenti teorici, pratici e sperimentali di come affrontare quella questione.

L‘educazione a distanza in Brasile più che come un servizio fornito all'utente finale, come uno strumento di creazione di valori per il professore, che è in realtà il grande mezzo di educazione e lo sarà per sempre. Pertanto creare la possibilità di discussione e di incremento di contenuto, di esperienza e di valore teorico, di ricerca per i professori che sono distanti dai grandi centri. c04-txt-ict_pimentel_10Esempio di come sia questo, la nostra educazione a distanza, la formazione delle leadership comunitarie.
La chiesa cattolica su questo ha un documento fondamentale: ‘Programma di cura della salute e programma per la popolazione di luoghi remoti'. Non tutti i posti sono provvisti di un medico ma esiste una grande parte della popolazione che non ha accesso al medico. Ma ci sono persone di buona volontà e persone con una certa capacità per lavori di salute preventiva, per cui è possibile educare queste persone a come riconoscere determinate malattie, come approntare i primi soccorsi e come portare avanti situazioni di prevenzione di malattie già conosciute. La formazione di professori di cui ho appena parlato e l'appoggio alla formazione di gruppi di sudio per progetti comunitari. Affinché ne abbiate un'idea, oggi esiste un programma in una delle università in cui io lavoro, in cui i nostri alunni danno un'apporto di gestione e amministrazione per un gruppo di alunni di una università del Parà che vuole creare lì una comunità che sarà autosufficiente, che sia ambientalmente corretta. Intanto una università di San Paolo provvede a tutta la gestione, a tutta la teoria e i concetti di gestione e amministrazione ...
Senza che ci sia così una divisione tra chi crea il beneficio e chi ne beneficia.
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