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Panel 2 -
persona.umanità@ict&newmedia
Mauricio Pimentel
UniFMU, Brasile
Prima di cominciare ad affrontare
specificatamente il m io tema, mi piacerebbe ricordare alcune parole che si sono
ripetute ieri e oggi.
Oggi abbiamo parlato dell'impatto, dell'uso della tecnologia e dell'impatto
sulle popolazioni, abbiamo ripetutamente sentito parlare di collaborazione, di
condivisione, di solidarietà, abbiamo sentito parlare di valorizzazione e
sviluppo dell'essere umano, abbiamo sentito parlare di impatto sociale, abbiamo
sentito parlare di unità, abbiamo sentito parlare di libertà. E' con questi
valori che io desidero illustrare a voi tutti che cosa è che è stato fatto,
come piccoli esempi, coll'uso dell'ICT in Brasile, il Paese di cui sono
orgoglioso e da cui vengo.
Un grande problema del Brasile oggi è quello
che si chiama esclusione sociale. Che cosa è l'esclusione sociale? L'esclusione
non è altro che proibire o dare condizioni non degne di accesso, di convivenza
, di salute e... infine di partecipazione nella nazione, nel Paese, nella città,
nel campo civile. In questo senso esistono varie ragioni che portano il
cittadino ad essere escluso dalla sua società, tra le quali: necessità speciali
fisiche, o psichiche, povertà, mancanza di cultura, conoscenza e formazione
professionale. Quello che ci preoccupa grandemente è come includere la popolazione
che è ancora esclusa. E che cosa significa includere e che cosa si può fare per
includere? Includere significa aggregare ai valori personali. Ciascuno ha il
suo proprio valore e quando è escluso egli ‘tira ' dalla società quei valori
che ha e che domina. Significa entrare nella partecipazione e nella convivenza.
Significa che ciascun individuo ha il diritto e il dovere di convivere nella
società e di partecipare alle decisioni che la società prende. Significa
chiamarlo nuovamente ad esser responsabile del suo meglio, dire che egli ha
diritto di partecipazione e obblighi dentro al gruppo in cui si pensa che debba
convivere. Significa dare opportunità proporzionate e garantire la possibilità
di realizzazione dei suoi sogni, dei suoi doveri, e delle sue realizzazioni.
Possiamo parlare di inclusione sotto diverse
ottiche: economica, sanitaria, ma io ho colto tre punti che mi sembrerebbero
particolari in quanto sono alla base di tutte le altre inclusioni possibili,
sarebbero: inclusione educativa, inclusione nella cittadinanza e inclusione
sociale.
Considero l'inclusione sociale come la possibilità di convivenza sociale e
culturale e la valorizzazione del gruppo, della società o del posto dove si
convive.
Considero l'inclusione nella cittadinanza come l'accesso ai servizi pubblici,
ai benefici pubblici, al diritto di parola, di partecipazione sociale, politica
e comunitaria.
E considero l'inclusione educativa come la possibilità di avere una formazione
professionale e una formazione personale con qualità e dignità.
Parliamo intanto di inclusione sociale.
L'inclusione sociale è l'inclusione attraverso dei valori individuali per i
quali l'individuo partecipa ad un gruppo a partire dai valori che detiene,
collabora con il gruppo, è rispettato dal gruppo, è importante per il gruppo.
In questa linea esistono diversi programmi di collaborazione, esiste una forte
azione governativa. Il Brasile è un paese molto grande e l'azione governativa è
assolutamente insufficiente. Per cui è complimentata da una azione volontaria e
forte, di immenso valore. Questo vuol anche significare una nuova formazione
tecnica e funzionale; e quando dico funzionale dico la formazione professionale
e l'aggiornamento della formazione professionale per quelle persone che già sono
nel mercato del lavoro.
E infine l'accesso ai servizi e ai benefici della comunità.
Un esempio di inclusione sociale a partire
dall'uso dell'ICT: oggi la chiamiamo telecentri. Già parliamo oggi di
telecentri in Africa. Sono spazi comunitari con accesso allo spazio cibernetico
con tutto ‘acervo' e tutto il contenuto che lo spazio cibernetico mette a
disposizione, dove si fa pratica di convivenza e cittadinanza, le persone
acquistano esperienza, realizzano, questo è fatto principalmente con lavoro
volontario e uso di software libero, del quale abbiamo parlato. Senza il lavoro
volontario e senza il software libero che fanno la strada a questa esperienza,
ciò non sarebbe mai stato possibile in America Latina.
L'accesso al governo elettronico e la partecipazione del grande gruppo che è
nato a partire dai servizi disponibili del governo elettronico. E infine
l'introduzione di questa società nella società di consumo. Specificatamente a
San Paulo, la città da dove vengo, il progetto dei telecentri si estende a
500.000 utenti, sono installati 123 telecentri, 123 punti di accesso e c'è un
progetto di distribuzione di kit che possono essere utilizzati da chiese,
sindacati, ONG e che ovviamente è tutto basato su software libero. Promuove
corsi liberi di formazione indirizzata, dove chi è professore in quel dato tema
fa questo lavoro in maniera volontaria per un altro tema che è trattato in un
altro orario, in un'altra disponibilità passa ad essere alunno. In questo modo
comincia a esistere, si crea intanto, un legame tra i partecipanti e il
professore, si crea un mutamento e si crea una variazione nel relazionarsi.
Questo sta nel fatto che se ora uno, una persona è un professore e in un altro
momento questa è alunno, passa ad avere una convivialità, un vincolo di
solidarietà immenso.
E infine l'azione di collaborazione e da qui la formazione comunitaria dipende
dalla collaborazione e dalla partecipazione intensa di ciascuno dei due attori.
Inclusione nella cittadinanza. Inclusione nella cittadinanza vuol dire
partecipazione politica. Il Brasile oggi vive un momento particolare della sua
storia, molto orgoglioso, ci dà molto orgoglio e da qui la partecipazione
politica. Il controllo della gestione della partecipazione pubblica, lo sappiamo
tutti, e questo non procura orgoglio a nessuno, è che il Brasile è
universalmente conosciuto per i pasticci della sua gestione politica. Questo se
Dio vuole e grazie a Dio va migliorando. La discussione e l'espressione politica
e la partecipazione ai doveri ben definiti, a cominciare dall'uso e dall'accesso
ai contenuti politici e cittadini disponibili su Internet.
Fino all'accesso ai servizi pubblici, come
esempio di quello che si chiama inclusione nella cittadinanza, le nostre
elezioni elettroniche, che sono un caso mondiale come un prodotto del Brasile,
il Brasile ha venduto questa tecnologia ad altri Paesi. Affinché ne abbiate
un'idea questo significa l'utilizzo di urne elettroniche, totalmente basate su
software libero, e che rendono possibile la votazione e la partecipazione
politica della popolazione. Prima dell'uso della votazione elettronica circa il
15% della nostra popolazione non aveva accesso ai locali di voto. Per cui non
avevano dove dovevano votare. Il 15%! Nell'ultima elezione che si è tenuta ora,
domenica scorsa, il 99,7% dei nostri elettori sono passati ad avere l'accesso
al voto. Se lo hanno sfruttato, se hanno votato o no è una decisione personale,
ma sono passati ad avere accesso al voto. Pertanto si apre tutta una
possibilità di partecipazione cittadina alla ‘sentido' di decisione sul
governante, sul rappresentante della comunità. Circa il 93% dei voti sono stati
conosciuti in meno di 24 ore, questo significa che su 5.600 città del Brasile,
5.000 o 5.200 città hanno concluso i conteggi prima della mattina del giorno
seguente, il che è un gran guadagno e che allo stesso tempo si impedisce la
possibilità di frodi. Dichiarazione delle spese disponibile via Internet. Tutti
i candidati, tutti quelli che cercano di essere eletti, qualsiasi sia il
calibro, devono obbligatoriamente dichiarare i propri programmi in rete. La
lista completa dei candidati e pertanto quello che si fa è un incredibile
guadagno in trasparenza, chiarezza e accesso alla partecipazione politica.
Inclusione educativa. Cos'è l'inclusione
educativa? L'accesso all'educazione formale e indirizzata e pertanto alla
scuola formale da cui tutti dobbiamo passare e alla formazione indirizzata
dalle necessità della comunità. La visione del mondo ampliato, immaginiamo un
cittadino che vive a margine del Rio delle Amazzoni, il famoso Rio delle
Amazzoni, che può avere una curiosità e ora attraverso l'ICT soddisfare una
curiosità su come funzionano altri angoli del mondo, questo fino a poco tempo
fa era impossibile. E si mantenevano così in Brasile alcuni, alcune aree,
alcune regioni di piena povertà culturale. Fonte di risorse d'informazione e
offerta di contenuti. La stessa gioventù che vive qui, ‘ribeirinha', ai margini
del Rio delle Amazzoni ha accesso a un contenuto che qualcuno ha costruito e
che ora incontra la sua curiosità ma anche può raccontare i suoi miti, i suoi
problemi, la sua cultura, la sua gastronomia anche attraverso l'ICT, facendo in
modo che altri ragazzi, per esempio, italiani, francesi, svedesi, svizzeri
sappiano come vivono i ragazzi dell'amazzonia.
La rete di comunicazione. Per un Paese che ha le dimensioni del Brasile questa
è importante. Perché crea tra tutti gli alunni di diversi livelli di educazione
formale, la possibilità di incrociare le diverse esperienze e il contatto con
professionisti e la supervisione dei grossi centri di specializzazione. Chiedo
un po' di tempo per parlare di questo punto.
Un'insegnante di scuola primaria, un'insegnante di base, che in un'aula nel
mezzo della foresta amazzonica e che a un dato momento abbia una domanda, un
dubbio o un problema educativo da risolvere. Già è disponibile attraverso i
PUCs e delle federali, come università PUC, delle università federali del
Brasile, la possibilità di prendere contatto con grandi studiosi, di grandi
centri, mettere la sua domanda all'interno della discussione e ricevere in
poche ore, vari, vari riferimenti teorici, pratici e sperimentali di come
affrontare quella questione.
L‘educazione a distanza in Brasile più che
come un servizio fornito all'utente finale, come uno strumento di creazione di
valori per il professore, che è in realtà il grande mezzo di educazione e lo
sarà per sempre. Pertanto creare la possibilità di discussione e di incremento
di contenuto, di esperienza e di valore teorico, di ricerca per i professori
che sono distanti dai grandi centri. Esempio di come sia questo, la nostra
educazione a distanza, la formazione delle leadership comunitarie.
La chiesa cattolica su questo ha un documento fondamentale: ‘Programma di cura
della salute e programma per la popolazione di luoghi remoti'. Non tutti i
posti sono provvisti di un medico ma esiste una grande parte della popolazione
che non ha accesso al medico. Ma ci sono persone di buona volontà e persone con
una certa capacità per lavori di salute preventiva, per cui è possibile educare
queste persone a come riconoscere determinate malattie, come approntare i primi
soccorsi e come portare avanti situazioni di prevenzione di malattie già
conosciute. La formazione di professori di cui ho appena parlato e l'appoggio
alla formazione di gruppi di sudio per progetti comunitari. Affinché ne abbiate
un'idea, oggi esiste un programma in una delle università in cui io lavoro, in
cui i nostri alunni danno un'apporto di gestione e amministrazione per un gruppo
di alunni di una università del Parà che vuole creare lì una comunità che sarà
autosufficiente, che sia ambientalmente corretta. Intanto una università di San
Paolo provvede a tutta la gestione, a tutta la teoria e i concetti di gestione
e amministrazione ...
Senza che ci sia così una divisione tra chi crea il beneficio e chi ne
beneficia.
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