| Televisione - Documentari - Pagina 3 |
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| Sabato 06 Novembre 2004 17:00 | |||||||||
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Filippo MauceriE' molto interessante quanto dice. Lei diceva appunto di parlare alla gente nel modo in cui la gente si aspetta. Visto che la tecnologia è sempre più alla portata di tutti noi vorremmo stimolare attraverso una grande vetrina come la televisione- all'interno di un palinsesto, in una posizione strategica, avendo questa grande amplificazione -stimolare, appunto,chi ci ascolta e chi ci vede. Sappiamo benissimo che ormai ci sono telefonini , macchine fotografiche digitali. Noi, visto che parliamo con l'immagine, con l'invio di materiali registrati dalla realtà, abbiamo questo obiettivo: avere mille, cento mila, milioni di occhi pronti a cogliere aspetti della vita quotidiana e a rimandarli. Cioè, noi vorremmo aprire questa finestra. Noi in questo momento stiamo diffondendo delle cose, ma vorremmo che tutti voi poteste fare la stessa cosa, attraverso un sito internet che possa contenere questa fonte di materiali. Sarebbe poi nostra cura, in qualità di autori, selezionare, decidere cosa rimandare poi nuovamente nel piccolo grande schermo che è la televisione. Questo, per rispondere alla sua domanda. Michele Afferrante
E' singolare questa affinità di discorso, perché nel format che ho depositato per Il senso della vita si parla proprio di pubblicità, nel senso che noi andiamo a coprire un minuto che di solito è proprio il momento del minuto pubblicitario. Insomma, c'era l'idea di comunicare in termini quasi, tra virgolette, pubblicitari. Lo dicevamo prima: Il senso della vita vuole fare pubblicità alla vita, ma rovesciando il metodo. Perché naturalmente la pubblicità, anche in maniera subliminale, comunica per poter far acquistare qualcosa, noi vogliamo proprio staccare le due cose, noi vogliamo comunicare qualcosa che la vita ci dona, ma appunto in termini di qualità dell'immagine. Filippo MauceriVorremmo anche, infatti, smuovere un po' le coscienze, in qualche modo, da questo torpore televisivo che ormai ci avvolge. Ovviamente nella brevità che a noi è concessa per il momento,siamo obbligati ad ambire ad un posizionamento sempre più strategico. Ed in questo mi rifaccio ancora alla domanda di Marco. Ci sono delle prospettive che adesso non possiamo ancora dare per certe, ma evidentemente quando questo accadrà ve ne accorgerete, anche se sarà solo un minuto, perché sarà posizionato in un punto in cui non si potrà non vedere, per gli spettatori italiani , certo! Ci auguriamo che questo possa avvenire anche in altre televisioni: se mai, fatecelo sapere! Michele Afferrante
Uno dei riferimenti culturali che ci ha orientato è stato un piccolo libro di Roland Barth "La camera chiara", che è un saggio sulla fotografia, non so quanti di voi lo abbiano letto. Lì si parla del punctum, di che cos'è il punctum della fotografia: quell' elemento marginale che noi non vediamo, ma che in qualche modo ci appartiene, e che -dice Barth- ci punge, ci ferisce, ci ghermisce. Allora, quella fotografia è e non è nostra, non ci appartiene, non è la fotografia che possiamo trovare nella nostra casa, eppure ci appartiene, perché c'è quel dettaglio che da un certo punto di vista è assoluto. Questo è un ulteriore elemento che ogni volta orienta la nostra scelta. Ron Austin
Mi rivolgo ora a Sandra Hoggett, autrice di documentari e giornalista presso la BBC e Channel Four, intervistatrice di grande capacità. Sandra Hoggett
All'Università ho studiato Politica ed Economia, leggevo i giornali e mi dicevo che sarebbe stato molto bello avere un lavoro dove si viene pagati per leggere il giornale! Politicamente mi ispiravo alla Sinistra e ho pensato che la televisione era il posto dove si poteva cambiare il mondo e io volevo cambiare il mondo! Guardando indietro ai miei venticinque anni di lavoro, ricordo che ho conosciuto due persone che sono riusciti a cambiare un pochino, spero per il meglio, il loro mondo. Uno era un condannato che aveva assassinato qualcuno, però non se lo ricordava, non aveva più memoria di questo. Ho saputo che sua sorella aveva visto il documentario su di lui, in prigione e il suo lavoro con lo psicologo. Come risultato di questo film la sorella e la madre sono andati a visitarlo ed è tornata la memoria. La sua storia aveva a che fare con delle violenze che lui aveva subito. Poi è uscito si è sposato ha avuto dei figli.
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