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| Martedì 23 Giugno 2009 12:13 | |||
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di Michele Zanzucchi I blogger iraniani
La polveriera iraniana fatica a ritrovare la calma e il presidente eletto (secondo la guida suprema, l’ayatollah Ali Khamenei), Mahmud Ahmadinejad, accusa Gran Bretagna e Stati Uniti, e più in generale i Paesi occidentali, di aver ispirato, finanziato e fomentato le rivolte. Informazione finita con le espulsioni? Mai come in quest’occasione è apparso evidente come l’avvento della tecnologia digitale e di Internet abbia radicalmente rivoluzionato non solo il mondo della comunicazione interpersonale, nemmeno solo quello della comunicazione mediatica, ma anche quello della stessa informazione. I blogger, con le loro cronache, le loro foto e i loro video ripresi coi telefonini, che nella folla si alzano mille e mille volte, hanno trasmesso sul web – e continuano a farlo, nonostante intimidazioni ed oscuramenti – i sentimenti della piazza di Teheran e delle altre principali città iraniane. E’ certo un’informazione frammentata, puntuale, che difetta di una visone globale degli avvenimenti, che pecca di esaustività: che ne sappiamo del sentire della maggioranza della popolazione che, comunque, sembra essere dalla parte di Ahmadinejad? Tutto ciò è molto difficile saperlo e ancor più difficile analizzarlo, già con la presenza sul posto di uno stuolo di giornalisti professionisti: figuriamoci di fronte ad un mosaico frammentato e frammentario di blogger. Appunto, serve pazienza. Serve aspettare che la trama del mosaico, composto dai singoli tasselli, dai singoli blogger, lasci intravedere il disegno della realtà. Allora, forse, si capirà qualcosa.
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Commenti
Leggi anche il mio commento a Maria Rosa, oggi.
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