| Dall’Advertising all’Invertising |
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| Martedì 08 Settembre 2009 17:32 | |
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di Donata Schiavoni Accorciare le distanze C’è sempre da imparare e spesso queste fruizioni sono per me momenti importanti e tonificanti per ritrovare motivazioni e idee da applicare nel mio quotidiano. Mi fa piacere notare che parole come responsabilità, etica e partecipazione emergano oggi come esigenza anche per il lavoro dei designer. In un mondo dove l’accesso alle informazioni è divenuto un diritto inalienabile per tutti i cittadini, con l’aumento della complessità degli aspetti relazionali, cresce la necessità di un design della comunicazione sviluppato secondo i principi di leggibilità, accessibilità e sostenibilità. Ho trovato poi interessante conoscere la proposta di contrapporre all’Advertising l’Invertising fatta dall’Art director Paolo Iabichino nel corso dell’ultimo Festival dell’Economia di Trento. Se gli investimenti pubblicitari sui media tradizionali e la qualità delle campagne sono in crisi, se oggi sono le persone destinatarie dei messaggi che stanno ridefinendo i paradigmi della comunicazione, Iabichino (con l’aiuto di alcuni contributi visivi) si chiede: “Perché non si può fare comunque una pubblicità nuova e buona, che non sia 'inquinante' per le nostre città, ma divertente nonché utile? Perché non si può trovare insieme alle aziende un modo diverso di parlare e di considerare le persone come una risorsa e non come target?” (il suo intervento è su http://www.lwg.it/video/gitn/festivaleconomia09/ - è il terzo video). Certo, occorre valutare poi l’effettiva sincerità di certe operazioni, però mi sembra positiva la consapevolezza del fatto che occorra prendere una posizione, coinvolgendo e dialogando direttamente con le persone, considerandole come interlocutori che vogliono scegliere con consapevolezza. Scrive Annamaria Testa nel suo volume ''La pubblicità': "I brand non possono prosperare senza il consenso del pubblico. Possono ottenerlo o persuadendo il pubblico a condividere i loro interessi e ad adottare stili di vita funzionali a un’espansione quantitativa dei consumi, o allineandosi alle istanze espresse dai gruppi più avvertiti e impegnati a diffondere stili di vita fondati su un miglioramento qualitativo dei consumi. I risultati, in termini di modello di sviluppo, sono sostanzialmente diversi. Il fatto che oggi essere cittadini responsabili sia così complicato non è un buon motivo per rinunciare a capire, e a provarci”.
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Quando qualche settimana fa, su queste pagine, la dott.ssa Bazzini dall’ospedale di Fontem in Camerun 










Commenti
grazie per quanto scrivi.
P. I.
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