di Maria Rosa Logozzo

Il punto sull'impegno di NetOne nell'educare ai media

(Video dell'intervento tenuto da Ivan Turatti nel corso del XX Meeting online del 25 gennaio 2013)

IvanTuratti SloveniaL'utente dei media oggi non è più un utente meramente recettivo, lo è sempre meno anche davanti alla tv. Spesso, ad esempio, vediamo scorrere sullo schermo messaggi twitter attraverso i quali chi guarda la trasmissione esprime il suo punto di vista e il suo sentire.
Gli utenti si trovano a dover apprendere cosa significhi essere utente oggi, o come esserlo al meglio, con maggiori capacità e con maggiore responsabilità.

Specie nel fruire di internet e dei nuovi media è necessario apprendere, oltre a come districarsi nel dilagare di informazioni, anche a creare contenuti, a produrre comunicazione. E gli strumenti a disposizione del singolo sono ormai vicini a quelli professionali.

Da qui la necessità di quella che si designa come Media Literacy e che “consiste nella capacità di accedere, comprendere e creare comunicazioni in una molteplicità di contesti” fino ad arrivare ad una capacità di pensiero critico, a una capacità di analisi e di valutazione dell'informazione.

La Commissione Europea sostiene:

  • che “l'educazione ai media fa parte dei diritti fondamentali di ogni cittadino, in ogni paese del mondo, alla stregua della libertà di espressione e del diritto all'informazione, ed è funzionale alla realizzazione e al consolidamento della democrazia.”;
  • che oggi essa “costituisce uno dei prerequisiti chiave per l'esercizio di una cittadinanza piena e attiva” ;
  • che “è uno degli ambiti all'interno del quale deve essere promosso il dialogo interculturale”.

Dallo scorso anno NetOne si sta spendendo molto nel campo della educazione ai media, proprio perché ritene che questa sia strategica per la sua mission “media and a united world”.

Ivan Turatti, social media communicator e trainer, nel video che segue fa una sintesi di quanto fatto finora e di quanto c'è in cantiere.

Lo introduco con una frase rubata a una sua presentazione, una frase che non è uno statement ma una domanda, ed è al contempo un obiettivo e una proposta di sperimentazione investigativa.

Eccola: i media, oltre l’uso strumentale, possono essere interpretati come un bene relazionale che sempre più diventa pubblico?

Tutte le citazioni sono tratte da: Paolo Celot - José Manuel Pérez Tornero, Media literacy, Eurilink 2009

 

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