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di Maria Rosa Logozzo

Media education: una carrellata di iniziative

milano16aprile2012Il 16 aprile scorso si è tenuto l'evento conclusivo del progetto News&You all'Università Bicocca di Milano.
I giovani, protagonisti degli appuntamenti internazionali e delle attività nelle singole nazioni, hanno dato relazione di un anno e mezzo di lavori con il supporto di materiale audiovisivo.
Docenti e professionisti hanno via via commentato ciascuna relazione, interrogando i giovani su queste loro attività.

Oltre a Luciano Di Mele (Università UNINETTUNO) , curatore del progetto, abbiamo avuto il piacere di avere con noi (e li ringraziamo molto!): Josè Manuel Perez Tornero (Universidad Autonoma de Barcelona) , Angela Bonomi Castelli (MED – Associazione Italiana per l’Educazione ai Media) , Paolo Ferri (Università Bicocca di Milano) , Marco Gui (Università Bicocca di Milano) , Sandra Hoggett (consulente di Media Education in Gran Bretagna), Nelson Mateus (giornalista portoghese), Alberto Parola (Università di Torino), Alessia Rosa (Università di Torino).

I materiali del progetto saranno presto raccolti in una pubblicazione, ma anticipo qualcosa delle considerazioni che ha indirizzato ai giovani il prof.Tornero, direttore del Dipartimento di Comunicazione e di Educazione dell' Universidad Autonoma de Barcelona ed esperto di media literacy per l’Unesco e per la Comunità Europea (la media literacy è frutto della media education: alla capacità di decodificare e comprendere i diversi media e i loro linguaggi, aggiunge la capacità di utilizzarli positivamente, criticamente e creativamente nei vari campi del vivere odierno).

Oggi non possiamo scegliere se usare o meno le nuove tecnologie, osservava il prof.Tornero, perché esse sono “il nostro nuovo contesto di vita”. Se prima la formazione era fatta di grammatica, musica, aritmetica... oggi è necessaria una competenza mediatica perché “il nuovo umanesimo è la comunicazione”.
Cosa significa oggi essere giovani in Europa? - continuava - Una incertezza terribile, una precarietà assoluta, non sappiamo qual è il futuro dell’Europa, non sappiamo qual è il futuro dell’economia , sappiamo che è difficile. In questo momento il futuro non esiste per molti giovani, pertanto dobbiamo inventarlo, ci vuole forza di volontà (…) I giovani hanno la possibilità di inventare il nuovo mondo dal punto di vista culturale, economico, sociale e relazionale. E come si inventa questo mondo? Con l’attività che voi state facendo oggi. Ciò significa comunicazione interculturale, imparare con i media. I media non sono un pretesto, sono la possibilità della nuova relazione sociale.
Citando Dickens quando scriveva che noi viviamo nel mondo migliore e anche nel peggiore, e portando esempi di questo mondo peggiore quali la schiavitù dei bambini e la schiavitù delle donne,  proseguiva: “questo mondo che è il peggio del mondo possibile si può cambiare se i giovani inventano il futuro, un futuro più solidale, più realista, più impegnato.
Allora “perché la media literacy è importante? (…) perché il nuovo umanesimo, il nuovo spazio della comunicazione globale, è anche la possibilità di cambiare il mondo.”
Oggi i giornali 'classici' “trovano più lettori a partire dall’uso di facebook, dall'open graph di facebook, che a partire dal giornale online o da quello stampato. (...) sono i lettori , e sono i consumatori, che fanno le nuove strutture”. I giovani, con i media sociali, possono operare “un attivismo comunicativo critico e partecipativo”. “In un momento di caduta del vecchio ordine e di nascita, anche anarchica, di un nuovo ordine” essi hanno la responsabilità del nuovo che verrà.
Ci sono 4 principi - aggiungeva -. Io credo che oggi la forza del piccolo è importantissima, la forza del locale è importantissima; la forza del nuovo, che ha un potere iniziatico, che ha il potere di svegliare le attività, le forze e le passioni della gente è un’altra cosa vitale; poi le buone pratiche e infine  la forza della comunità: voi [di News&You] avete tutto questo.”
E qui ha proposto un cambio di nome al progetto, non News&You ma “You are the news. It's more important”.

Ci ha poi anticipato che, nel prossimo anno, l’Europa lancerà un grande progetto in materia di cultura, di produzione mediatica, di educazione, fondato su una parola: la creatività. Creatività “non come una cosa artistica, ma la creatività per le nuove relazioni sociali, per la nuova economia, per la persona”.
Il prof.Di Mele ha ringraziato il prof. Tornero di questa anticipazione, raccontando di una riflessione fatta con qualcuno dei giovani partecipanti: "anche capire l’altro - si dicevano - è un allenamento creativo, non è automatico. Se vuoi capire un’altra cultura devi essere anche creativo, perché è una parte del tuo cervello che deve essere allenata a sviluppare una nuova conoscenza, a immaginare che c’è qualcuno che pensa diversamente da te, e se sei creativo è più facile immaginare”.

Il prof.Tornero ci ha invitato a presentare News&You al Milid Week a Barcelona.

Segnalo un articolo di Eloisa De Felice e aggiungo uno spot senza parole, preparato da Thomas Klann, che riassume visivamente le attività del progetto:

EULogo

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