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Invito Stijn Coninx a intervenire

Stijn Coninx

Non è molto facile continuare dopo questa introduzione così straordinaria. Quando sono andato alla scuola di cinema, il primo giorno, un insegnante ha detto che tutti quelli che avevano qualcosa da dire potevano rimanere, gli altri potevano andarsene subito. Io volevo andar via, ma tutti gli altri sono rimasti quindi ho deciso di rimanere anch' io. All'interrogativo della nostra Tavola Rotonda non darei una risposta, ma esporrei alcuni pensieri che mi vengono quando faccio un film. Per anni sono stato assistente e ho guardato tanto i registi, da assistente non ho mai pensato che un giorno avrei fatto un film.

Un giorno qualcuno mi ha detto "Beh, vuoi fare un film o no ? " E il giorno dopo abbiamo incominciato a girare. Abbiamo fatto due commedie. Il senso dell'umorismo nella vita è molto importante e anche l'umorismo è un modo di comunicare.

Un'altra cosa che non dimentico mai è che un altro insegnante ha detto: " Per un buon film c'è bisogno di drammaticità. La drammaticità è conflitto". Quindi, il giorno dopo tutti gli studenti hanno scritto una storia che iniziava sempre che avevano ucciso qualcuno. Chi lo ha fatto? Chi è stato? In questo modo si crea un conflitto. Il mio film non era una commedia, durante la scrittura, ma durante la stesura della storia ho pensato: in questo momento ciò che voglio succeda sullo schermo è questo. Più tardi quando ho visto le emozioni, ho visto che hanno funzionato.

A quel punto è nato in me un problema, perché voi sapete che si può manipolare tutto, con il cinema, con la TV, e questo significa che si crea un dialogo dal proprio punto di vista, e il punto di vista significa dal punto dove si è seduti o dal punto da cui si guarda, o ciò che i tuoi occhi stanno vedendo in relazione ad una certa situazione o ad un certo soggetto. Questo vuol dire che se non capisci quel modo di comunicare nasce davvero un grosso problema.

Più tardi abbiamo parlato di educazione nelle scuole, non nelle scuole di cinematografia, nelle scuole del Belgio. Il ministro dell'Educazione mi ha chiesto quelle fosse il mio punto di vista sull'educazione. Sono rimasto molto sorpreso da questa domanda. Infatti abbiamo una nuova lingua, che è la lingua dell'immagine, noi la vediamo e pensiamo di capirla, ma quando i ragazzi sono giovani e vanno a scuola imparano che questa è una "a", questa è una "b", questa è una "c "; quindi imparano che cos'è una parola, cosa è una frase, in quel modo capiscono cos'è la comunicazione.

Invece oggi noi abbiamo una nuova lingua, ma ci sono poche persone che sanno come creare questa lingua e come funziona. Quindi da un momento all' altro nasce un problema, perché il punto di vista su un certo personaggio nasce soltanto da una immagine e quindi si creano molte incomprensioni. Ci sono molte persone che non hanno idea di come funziona, di come vengano manipolati

Come film maker, se vogliamo capirlo, abbiamo una grande responsabilità, e questo vale non solo per i film maker, ma per tutte le persone che lavorano per il cinema e la televisione. Noi sappiamo, sappiamo effettivamente ciò che noi possiamo fare, non siamo lì per caso con la video camera davanti ad un argomento. Quando sto facendo il mio lavoro se capisco che cosa è davvero questo lavoro, dobbiamo assumere questa responsabilità.

José Maria Poirier

Quanto ha detto Coninx è molto interessante, e sarà motivo magari di dialogo. Chiederei a Sunta Izzicupo, se crede, il suo intervento.

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